Ci rivolgiamo ai pigri e ai dinamici, ai single e agli accoppiati, ai giovani e agli anziani, agli amanti della cultura e a chi legge al massimo la bacheca di Instagram. Sì, perché la vacanza in campagna è proprio per tutti!
La soluzione ideale per i pigri, ma anche per i dinamici
Partiamo dai pigri, per definizione i più duri da convincere: anche muoversi da un’opinione all’altra, per il vero pigro, può costituire un bel grattacapo. Ma in questo caso, è fin troppo facile. Infatti, i pelandroni rifuggono lo stress e l’aria “pesante” della spiaggia, lo slalom tra gli ombrelloni, il beach volley, faticoso anche a guardarsi.
E allora, ecco che il dolce declivio della collina, un’avvolgente amaca all’ombra delle fitte fronde di un albero, il cinguettio degli uccellini diventano il miglior ristoro. E si dissolve pian piano il ricordo di quella estenuante sgobbata dell’anno prima nel tentativo di raggiungere quella cima così alta.
Il dinamico, dal canto suo, avrà di che cimentarsi, nelle lunghe e potenzialmente infinite passeggiate alla scoperta dei borghi medievali e nel trekking che, nelle aree rurali, si declina in intensità e dislivelli variabili. D’altronde le campagne adagiate su medie colline regalano percorsi con le loro difficoltà, volti alla scoperta di riserve naturali, laghi, sorgenti, scorci di natura incontaminata, dove riconciliarsi, letteralmente, con il mondo.
Le vacanze in campagna, possibili anche in inverno
Questi ambienti sembrerebbero riaprirsi al visitatore solo in primavera – estate, al massimo in autunno se il meteo è clemente. In realtà, è scientificamente provato che il trekking a basse temperature, in inverno, giova alla psiche e al corpo. Perché porta fuori dall’ambiente casalingo quando l’istinto ti terrebbe sul divano, a prendere quel poco di sole, e di vitamina D, che viene concesso. Che poi va a produrre la serotonina, ovvero l’ormone della felicità, che combatte la depressione e lo stress.
E, se proprio voi foste nella prima categoria che abbiamo nominato, quella dei poltroni, e di trekking non voleste proprio sentir parlare o leggere, una passeggiata in un borgo pieno di arte non può certo farvi male.
La campagna non è solo natura
C’è, appunto, chi adora le città d’arte. E se l’attrattiva di Roma, Firenze, Napoli è fuori da ogni discussione, i piccoli borghi che costellano le strade provinciali e le nostre campagne possono riservare tesori inaspettati. E fruibili senza le chilometriche code che nei periodi di alta stagione separano i visitatori dall’accesso ai Musei Vaticani e agli Uffizi. Le viuzze lastricate, le pietre levigate dal tempo con cui sono costruiti vicoli ed edifici, trasportano il visitatore in un’altra dimensione, e quasi ci si attende di veder sbucare una donna diretta a un pozzo, o un soldato che vada a presidiare la torre vicino alla porta di accesso delle mura.
In campagna è un’altra cosa
Stiamo delineando una location ideale per gli amanti della fotografia, delle vacanze a prova di bambini, che corrono liberamente, finalmente lontani anche loro, da stress e impegni, dei romanticismi di coppia, perché, si sa, “in campagna è un’altra cosa” come ci dice Achille Campanile nel titolo di uno dei suoi romanzi. Pare, sempre parafrasando lo scrittore, che ci sia più gusto a innamorarsi qui, e che qui, anche i sentimenti più belli, pure nella consueta ironia che caratterizza la sua scrittura, lo siano ancora di più.
Per tutti i gusti, per tutte le tasche
Abbiamo citato tanti tipi umani: ognuno con caratteristiche e tasche, potenzialmente, molto diverse. Così come molto diversificato e ampio è il ventaglio di soluzioni ricettive che la campagna ha da offrire: agriturismi, con o senza piscine, con o senza fattorie didattiche per i bambini; pensioni modeste e alberghi più confortevoli, passando per caratteristici Bed and Breakfast; alberghi diffusi, o appartamenti singoli ricavati da alloggi d’epoca, campeggi e stazioni per i camper. Chi vi racconta che la campagna è sempre la stessa solfa, vi sta mentendo!
In campagna si mangia tanto, e ci si diverte facendolo!
Forse è un motivo un po’ trito, ma l’aria buona fa bene all’appetito. Prodotti genuini, che raccontano e danno il gusto della terra che li produce. E che poi, nella bella stagione, diventano protagonisti di sagre e feste che danno quel brio e quell’allegria che, forse, fin qui, abbiamo trascurato.
Già perché non è che in campagna o ci si riposa o si praticano escursioni, non è detto che ci sia sempre e solo silenzio. Tutt’altro: feste e concerti in piazza, balli di gruppo e di coppia sotto le stelle, bande musicali con le loro musiche folkloristiche e non solo creano una colonna sonora piuttosto movimentata.
La Sabina è tutto questo, e anche di più
E se fin qui non l’abbiano nominata, abbiamo pur tratteggiato il ritratto della Sabina. La necropoli di Poggio Sommavilla del VII secolo a.C., gli scavi archeologici della villa romana di Cottanello, l’antica città romana di Trebula Mutuesca raccontano i Sabini prima e dopo la loro fusione con i Romani.
I castelli di Montenero Sabino, di Nerola, il piccolo borgo di Cicignano illustrano, in uno stato di conservazione ottimale, nella loro solenne magnificenza, l’incastellamento dell’Alto Medioevo.
L’assetto urbanistico cinquecentesco di Leonessa, i palazzi gentilizi di Collevecchio ci conducono invece dritti nel Rinascimento. E musei, anche i più originali, come quello dedicato all’olio a Castelnuovo di Farfa, completano l’offerta culturale sabina. Che va ad abbinarsi al pregio naturalistico dell’area, innegabile con le sue riserve naturali, gli ecosistemi fatti di una biodiversità ricchissima, in ambienti che spaziano dal lacustre a quello più tipicamente montano, i moltissimi laghi, le sue meraviglie naturalistiche, e feste e sagre che accontentano tutti i gusti, non solo quelli del palato.

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