Voglia di natura e Storia? Al Monte Soratte puoi soddisfare entrambe in un solo colpo!
La Riserva Naturale del Monte Soratte, con i suoi 410 ettari di estensione, racchiude sentieri adatti davvero a tutti, dai bambini ai più allenati nel trekking. I percorsi, infatti, hanno lunghezze e difficoltà diverse. E una volta esaurita la voglia di camminare e stare in mezzo alla natura, potrai immergerti tra le gallerie del Bunker Soratte, in una visita guidata che – siamo certi – vi stupirà. Tutto questo a soli 50 km da Roma e a pochi km dal casello autostradale Ponzano Romano – Soratte sull’A1.
I percorsi del Monte Soratte
Percorso Vita
Dal mattino presto al tardo pomeriggio, sul Percorso Vita – il più semplice della Riserva – si incontra un’ampia gamma di persone: dai gruppi di pensionati che si fanno una camminata insieme, a chi porta a spasso il proprio cane. C’è chi corre per allenarsi alle gare di trail running e chi usa questo sentiero come collegamento per raggiungere i percorsi che portano fino alla cima del Monte Soratte e all’Eremo di San Silvestro, abbarbicato proprio sul cucuzzolo. Il sentiero si snoda in un folto bosco, che lo rende adatto a delle piacevoli passeggiate anche in piena estate.
Percorso Casaccia dei Ladri
Sul Percorso Vita si aprono diverse possibilità per lasciare il sentiero e inoltrarsi verso altri percorsi che portano tutti fino alla cima del Monte Soratte. Il dislivello è sempre, comunque, alla portata di tutti. Si sale al massimo di circa 250 metri.
Questo sentiero è così chiamato perché, percorrendolo, si incontra un piccolo rudere che la leggenda locale narra fosse il rifugio dei briganti, che nel fitto bosco si nascondevano.
Percorso delle Carbonaie o Sentiero didattico delle Carbonaie
Quella per le Carbonaie è un’altra delle deviazioni che si incontrano sul Percorso Vita. Lungo il sentiero troverete i resti di una “carbonara”, a testimonianza di come in questa zona esistessero anticamente siti destinati alla produzione di carbone utilizzando il legname tagliato negli stessi boschi della riserva.
Percorso degli Eremi
La Riserva Naturale del Monte Soratte è punteggiata di numerosi eremi, a testimonianza della presenza nei tempi passati di sacerdoti ed eremiti appartenenti a vari ordini religiosi: i Camaldolesi, i Francescani e i Cistercensi abitarono i pendii di questa montagna nel corso dei secoli.
Seguendo la strada pedonale che dal paese si snoda verso la cima del Soratte, potrai scoprirli uno ad uno, un passo dietro l’altro. Sul percorso degli Eremi incontrerai prima la Chiesa di Santa Lucia, poi l’Eremo di Sant’Antonio e il Santuario della Madonna delle Grazie. Quest’ultimo, nella sua veste attuale, è opera proprio dei Cistercensi che nel 1628 lo trasformarono da piccolo eremo a santuario vero e proprio.
Arrivati al Santuario della Madonna delle Grazie, ancora cinque minuti di cammino ci separano dall’ultimo eremo, quello di San Silvestro, sorto proprio sulla cima del Soratte. Da qui il panorama a 360 gradi è “spaziale”! L’Eremo di San Silvestro non è sempre aperto al pubblico, ti consigliamo dunque di informarti prima sulle aperture, contattando il Comune di Sant’Oreste.
La leggenda dell’Eremo di San Silvestro sulla cima del Monte Soratte
L’eremo sulla cima del Soratte fu il rifugio di San Silvestro, arrivato qui in seguito alle persecuzioni dei cristiani ai tempi dell’Imperatore Costantino. Siamo intorno al 300 d.C.
La leggenda narra che, durante una notte di tempesta, San Silvestro scorse un intenso bagliore che proveniva dai Monti Sabini. Qui, in un altro famoso eremo della zona, quello di San Michele, era nascosto un drago, simbolo del Paganesimo, che San Silvestro affrontò e sconfisse. La leggenda non è altro che la rappresentazione della vittoria del Cristianesimo sul Paganesimo e il bagliore che il Santo vide quella notte dall’Eremo sul Monte Soratte altro non era che un segno divino.
