Qualche consiglio pratico per l’organizzazione di un divertente picnic nei prati sabini
Quando si è bambini, la scampagnata è, semplicemente, prendere il pallone e partire in direzione prato. Noi adulti sappiamo che, prima di stendere un telo all’ombra di una quercia, c’è più di qualcosa da preparare. Ma, perché l’allestimento non si trasformi in un incubo, il motto dovrebbe essere leggerezza e semplicità. Leggerezza in tutto, anche nei pesi da portarsi dietro. E, soprattutto, nei pasti.
Un pranzo semplice, che non deve essere per forza il panino
Partiamo dal giorno prima, quando l’incaricato addetto al pasto si spreme ai fornelli. Ma davvero c’è bisogno di portarsi dietro la lasagna? La cui preparazione, peraltro, rischia di far arrivare al giorno dopo lesso il cuoco? Una fresca insalata di riso potrebbe essere una soluzione facile e veloce, che richiede i dieci minuti di cottura del riso e l’aggiunta di verdure varie per condimento.
Ma, se proprio si volesse rifuggire i fornelli – scelta rispettabilissima – con una semplice mozzarella, affiancata da pomodori conditi con origano e un filo di olio, insieme a qualche fetta di pane casareccio, si può realizzare un pranzo gustoso e saporito, con il giusto apporto di carboidrati, e quindi di energia, per la partitella a pallone. Quindi, non è detto che, in nome della semplicità, si debba optare per il panino imbottito, che appesantisce e non è certo il massimo del salutare. E poi borracce e tanta, tanta acqua, e magari, perché no, un thermos con un bel caffè per chiudere in bellezza.
La scelta del posto
Un picnic in Sabina si rivela sempre una scelta azzeccatissima, nella primavera del risveglio della natura, quando la canicola estiva tiranneggia, o lascia i suoi temibili colpi di coda in un autunno ancora tiepido. Se pure avete individuato la zona, occorre capire cosa cercate davvero da questa esperienza, se vi basta davvero l’ombra di un albero, o siete tipi più amanti delle comodità, e allora dovrete buttarvi su aree attrezzate con tavolini di legno e, perché no, anche barbecue dove arrostire la carne.
Il vostro soggiorno a Cicignano, d’altronde, non deve prevedere sempre e per forza di sedervi nelle trattorie e negli agriturismi che pure abbondano. Certo, non potrete perdervi il piacere di assaggiare i prodotti tipici della Sabina e del Lazio, ma sarebbe un peccato anche perdervi gli altri piaceri di una vacanza in campagna: il picnic vi permetterà di conoscere angoli meravigliosi e di goderveli davvero.
Dove fare un picnic in Sabina, nel Lazio?
Nella Riserva Naturale Nazzano Tevere Farfa, aree attrezzate per picnic con tavoli accolgono i vacanzieri e permettono di assaporare la natura senza le formalità che si rendono necessarie nei ristoranti, pure presenti all’interno dell’area tutelata.
E, tra una partita di carte o due tiri al pallone, si può ben pensare di fare un giro sul battello, che solca le acque del Tevere e permette di arrivare in punti irraggiungibili con una passeggiata, che può invece essere riservata ai caratteristici sentieri realizzati su ponti di legno.
Nel prato antistante il Santuario di Santa Maria in Vescovio, compreso nel territorio del comune di Torri in Sabina in provincia di Rieti, poco distante da Collevecchio e Cicignano un bel prato, qualche tavolino in legno con le panchine intorno, un’area giochi con scivolo e altalene, ed è immediatamente picnic. Aspetto non secondario, il pomeriggio potrebbe essere dedicato alla visita della chiesa, un edificio di culto estremamente antico, già edificato nel IV secolo d.C. sui resti di una più antica villa romana, e ricostruito completamente tra il I e il II d.C.
I prati di Cottanello, in particolare quelli noti come “prata di sotto”, offrono ampi spazi verdi, l’ombra dei faggi e degli aceri, l’aria buona che si può respirare a 900 metri di altezza sul livello del mare. E soprattutto tavoli e bracieri in pietra per rendere la vostra permanenza più comoda. Potrete andare a vedere il Cerro Monumentale di Cottanello, e, perché no, stendere il vostro telo sotto le sue generose forme.
E se volete salire ancora un po’ di altitudine, non si può non pensare al Terminillo. La cosiddetta “montagna dei romani” non è da considerare solo per la neve e la stagione invernale, in quanto nel resto dell’anno offre dei sentieri per le escursioni di grande pregio naturalistico e, soprattutto, tanti lembi di prato per i nostri picnic.
Qualche consiglio, semplice ma utile
Armatevi di cartina, o di Google Maps per i più smart, e partite. Vi lasciamo alcuni nostri consigli, che speriamo non ci facciano apparire banali, ma non possiamo non lanciare, quando suggeriamo dei posti così belli e così degni di essere rispettati.
- Recate con voi uno o più sacchetti, per portare indietro la spazzatura che, inevitabilmente, produrrete. Non basta infatti lasciarla nei cestini in loco, in quanto questi potrebbero essere svuotati con scarsa frequenza, e quindi attirare la fauna selvatica con il rischio del loro rovesciamento.
- Nella borsa frigo, riservate un po’ di spazio ad una tovaglia, se pensate di usare i tavoli di un’area attrezzata. Sarà più igienico per voi e per chi verrà dopo di voi
- Usate piatti e bicchieri riutilizzabili e, se proprio questo non fosse possibile, adottate le stoviglie compostabili. Non si può dichiarare di amare la Natura e poi contribuire all’inquinamento da plastica.
