La piana reatina è nota, a fedeli e non, come Valle Santa. Questo appellativo è dovuto al legame, inscindibile, con la figura di San Francesco d’Assisi, che amò in maniera profonda e sincera questi luoghi, attraversandoli in numerosi viaggi e peregrinazioni, tanto da renderli quasi una terza patria, di fianco al Santuario de La Verna ad Arezzo e ad Assisi stessa.
I quattro santuari francescani
I segni del passaggio di Francesco sono resi concreti dai quattro santuari francescani eretti nella valle, ubicati in posti in cui le tracce del santo sono maggiormente vive e sentite, dove eventi importanti della sua vita e della sua fede sono avvenuti. Uniti da linee ideali sulla cartina, disegnano, in maniera molto evocativa, una croce.
E quindi abbiamo il Santuario di Poggio Bustone, il primo approdo, nella Valle Santa, per Francesco e i suoi compagni. Quello di Fonte Colombo, luogo dell’operazione agli occhi, teatro della miracolosa resistenza del santo di fronte e sotto il cauterio bollente. Ma anche della compilazione della Regola francescana, ancora alla base, a regolamentare, la vita e le opere dei francescani di tutto il mondo. Greccio, scena ideale, con il suo paesaggio semplice e suggestivo, per la rappresentazione della Natività, il primo presepe della cristianità. E, infine, Santa Maria della Foresta, dove Francesco compì il miracolo dell’uva e compose, forse, alcune parti del Cantico delle Creature: le due chiese completano l’elenco dei santuari francescani, raggiungibili singolarmente, certo, ma soprattutto nell’ambito dei sentieri in cui è suddiviso il Cammino di Francesco, che mira a seguire le orme del frate.
Le meraviglie paesaggistiche offerte dal Cammino di Francesco in Sabina
Mettersi in cammino seguendo, idealmente, i percorsi di Francesco non significa solo ripercorrerne le opere, e ricordarne le predicazioni. C’è sicuramente anche questa componente, imprescindibile soprattutto per i fedeli, ma permane, potente e di grande richiamo, il fascino di camminare, di mettersi in un viaggio lento, dove i motori sono banditi, di bearsi di meraviglie paesaggistiche di rara e autentica bellezza. D’altronde, era il Creato a suscitare il continuo stupore negli occhi di Francesco, e nelle sue meraviglie vedeva rispecchiata la volontà di Dio.
Non solo, però, le bellezze naturali vanno ad incantare la vista del viandante. Il percorso si snoda anche per alcuni dei pittoreschi borghi medievali sabini.
In particolare, la quarta tappa della Direttrice Tiberina, una variante del cammino che passa per la Sabina intorno al Tevere, parte da Calvi dell’Umbria per giungere a Selci: il fatto che si tratti di uno dei tratturi più antichi della Sabina crea, facilmente, la suggestione che Francesco abbia fatto proprio la stessa strada. Questa porzione di itinerario passa per Cicignano e Collevecchio, e i due piccoli paesi, l’uno frazione dell’altro, ne costituiscono tra i principali motivi di interesse e attrattiva.
La Via di Francesco tra Cicignano e Collevecchio
Il riposo e il riparo offerti dalle circolari mura di Cicignano sono irresistibili per il viandante soddisfatto ma stanco. Dopo l’esplorazione del centro, effettivamente poco esteso come suggerisce una prima stima della cinta muraria – ma è uno dei casi in cui le dimensioni sono inversamente proporzionali alla quantità di bellezza presente – ci si rimette in cammino, e si incontra, lungo la via dei Cappuccini, il convento francescano di Sant’Andrea, sorto sul finire del Cinquecento e famoso per le spoglie di Padre Benedetto da Aspra Sabina che ospita: si tratta di un frate molto noto nei dintorni e morto, come si suol dire, in odore di santità
Dopo Sant’Andrea, che infatti è all’incirca a metà strada tra i due centri, si giunge a Collevecchio. Un impianto urbanistico medievale, che accoglie anche palazzi di fattura rinascimentale, in un felice connubio, stupisce il visitatore. Qui, non possiamo non consigliarvi una visita alla Chiesa Collegiata della Santissima Annunziata, risalente al XII secolo.
Dopo una sosta a Cicignano e a Collevecchio e una notte ristoratrice trascorsa a Le Residenze del Borgo, il pellegrino potrà continuare a camminare: gli itinerari sono molti, è possibile intrecciarli, modularli secondo i propri interessi, secondo personalissime combinazioni. E secondo il tempo a disposizione. Non vi resta che cominciare a camminare! La Sabina vi attende.
