Se sei in vacanza a Cicignano o in Sabina non puoi prescindere, data la vicinanza, da una visita a un luogo che non ha certo bisogno di grandi presentazioni. A circa un’ora dalle Residenze del Borgo di Cicignano, la maestosità della Cascata delle Marmore accoglie uno strabiliato visitatore. Che quasi non si capacita delle creazioni della Natura, e, in questo caso, fa anche bene, perché qui c’è molto dell’intervento dell’uomo.
Opera dell’uomo, fin dal III secolo a.C.
I Romani si sono adoperati particolarmente per il deflusso delle acque del Velino, che rendeva, con le sue frequenti piene, l’area acquitrinosa e malsana. Era il 271 a.C. quando il console Mario Curio Dentato organizzò la costruzione di un canale entro cui far confluire il fiume, anche se l’attuale assetto si deve a ulteriori interventi posteriori che si protrassero fino al Rinascimento.
L’importanza delle attività umane sulla Cascata si riflette anche nel fatto che si tratta di un getto a flusso controllato: vista la sua funzione di produzione dell’energia elettrica, in alcune parti della giornata la Cascata ha una portata ridotta, mentre in altri momenti, in fasce orarie prestabilite, l’acqua viene rilasciata. Lo spettacolo è impressionante, anticipato da un segnale acustico, e si comprende bene pensando che si passa dai 3 ai 15 metri cubi al secondo. Vi rimandiamo al sito dell’ente che gestisce il Parco della Cascata per orari ed eventuali cambiamenti di organizzazione.
Il Balcone degli Innamorati
Il Balcone degli Innamorati, visitabile ad oggi solo su prenotazione, viene così chiamato non solo per l’atmosfera romantica conferita dalla penombra creata da questo pertugio nella grotta, o dal rumore e dallo spettacolo dell’acqua scrosciante.
A questo luogo si riconduce un mito molto diffuso, di evidente matrice greco-latina per la tendenza a personificare tutti gli elementi della natura. E quindi l’amore tra la ninfa Nera, figlia del dio Appennino, e il pastore Velino non poteva certo essere permesso da Giunone, la regina degli dei, magari per invidia, o per quelle regole per cui il matrimonio tra un mortale, e una semidea, non s’avesse da fare. La fanciulla divenne un fiume, il Nera, mentre Velino, gettandosi nelle sue acque per ricongiungersi a lei, venne trasformato anch’esso in un fiume.
E oggi, gli innamorati che giungono qui, attraverso il sentiero numero 1, non possono che provare un brivido, nell’assistere a questo lancio eterno e continuo, che suggella l’amore tra Nera e Velino. Non è un caso che il Parco organizzi, in occasione di San Valentino, degli appuntamenti particolari per le coppie che vogliono provare l’emozione di un bacio sullo sfondo di questa atmosfera senza tempo.
Aprile 2021: la scoperta di una nuova specie di geranio
Non c’è romanticismo senza fiori. Il Giardino Botanico della Cascata ospita un esemplare di Geranium Lucarinii, scovato dagli studiosi Roberto Venanzoni e Robert Wagensommer, e che deve il suo nome a Domenico Lucarini, uno degli artefici, dei fondatori della struttura.
La scoperta risale all’aprile 2021: gli studiosi erano alla ricerca del Geranium macrorrhizum, pure questo molto raro, soprattutto a questa altitudine, avvistato dalla contessa Elisabetta Fiorini Mazzanti, dell’Accademia dei Lincei, a fine Ottocento, e che da allora non era più stato ritrovato nella Valnerina.
Quando Venanzoni ha individuato il geranio, attente indagini hanno rivelato che non si tratta di quello che credeva allora la Mazzanti, ma una specie endemica umbra, un geranio odoroso che oggi si può ammirare nel Giardino Botanico della Cascata. Vista la rarità del fiore, il sito del suo rinvenimento viene volutamente tenuto segreto al grande pubblico.
I sentieri tra grotte e vegetazione dilagante
Chissà quanti altri fiori sconosciuti si nascondono, come tesori perduti, nella lussureggiante vegetazione intorno alla cascata, aiutati dall’umidità dell’aria e dalle caratteristiche peculiari dell’acqua.
Lecci, ontani, querce, salici, pini d’Aleppo crescono rigogliosi, creando un tempio naturale, mentre il già citato Giardino Botanico permette di ammirare singolarmente le singole specie floristiche che popolano il Parco.
Il terreno è fatto di rocce non compatte, che accolgono acqua, e questo ha determinato nel tempo la formazione di grotte, di grande suggestione e fascino, che costituiscono tre diversi complessi: e quindi abbiamo la Grotta della Morta e la Grotta delle Diaclasi, la Grotta delle Colonne e la Grotta della Condotta.
Il visitatore può addentrarsi nei sei sentieri segnalati che conducono in anfratti sconosciuti e con panorami incantevoli, partendo dal Belvedere inferiore o da quello Superiore, fermandosi per un picnic ai tavolini delle aree attrezzate, facendo fotografie, rinfrancando il vostro spirito.
Come visitare la Cascata delle Marmore
Il percorso in auto prevede un tratto di Strada Statale Bis 79, raggiungibile dall’autostrada A1, anche per chi si trova già qui a Cicignano. Si esce allo svincolo Valnerina, mentre alla successiva rotonda, dopo circa 3 chilometri, la seconda uscita porta a imboccare la Strada Provinciale 209. Le indicazioni in loco vi condurranno al parcheggio del parco.
Prima di andare, vi consigliamo di verificare orari di apertura sul sito del Parco, o di contattare il call center ai seguenti recapiti 0744.67561 – 0744.362231 – 345.7709992.
Per le visite guidate è necessario prendere accordi all’indirizzo mail attivita@cascatadellemarmore.info
