Itinerari in Sabina • Vacone: tra boschi sacri, eremi e passeggiate in montagna

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Ti proponiamo un itinerario in Sabina, nel Lazio, per le tue vacanze o anche solo per una gita domenicale fuori porta. Ideale se ami visitare i piccoli borghi storici, i castelli pittoreschi e, allo stesso tempo, nutrirti di natura, panorami e immergersi nei boschi sacri. Oggi ti portiamo a Vacone, in provincia di Rieti.

Questo paesino è anche conosciuto con l’appellativo di “terrazza della Sabina”, perché – grazie alla sua posizione, a 512 metri di altitudine – è arroccato su uno sperone roccioso – un costone dei Monti Sabini – dal quale domina tutta la vallata sotto di esso, lanciando lo sguardo fino al Monte Soratte. Non faticherai a riconoscere il Soratte davanti ai tuoi occhi, perché ti si paleserà sempre come un’isola che spunta dal “mare” della campagna sabina.

Qui tra uliveti e macchia mediterranea, si pensa che i primi insediamenti siano risalenti già all’epoca preromana, anche se non ne restano ad oggi tracce evidenti. La posizione arroccata e dominante sulla valle sottostante ha reso probabilmente questa zona un luogo sicuro per la nascita di un piccolo villaggio prima e un insediamento più corposo poi. Del periodo medievale restano, invece, chiaramente i segni nelle tipiche vie strette e tortuose del borgo, nel castello eretto nella parte più alta – oggi di proprietà di un privato e per questo non visitabile al suo interno – e la cinta muraria ad oggi completamente sparita, ad eccezione della porta principale che si apre ai piedi di una torre con l’orologio e che ti accoglierà nel tuo ingresso a Vacone.

L’etimologia del nome: da dove deriva il toponimo “Vacone”?

È dalla Dea Vacuna che deriva il nome del borgo sabino di Vacone e dal fatto che in questi luoghi, da qualche parte, dovesse sorgere un cosiddetto fanum vacunae, cioè un tempio dedicato alla Dea. In Sabina, il culto di Vacuna era piuttosto diffuso. Si racconta che anche all’interno dell’Eremo di San Michele sul Monte Tancia fosse custodita una statuetta che rappresentava la Dea, alla quale pare che fosse dedicata la Grotta stessa. Oggi la statuetta non è più visibile perché scomparsa misteriosamente qualche decennio fa.

Venerata come dea della fertilità, Vacuna era anche la protettrice del riposo, degli ozi e dei divertimenti in campagna, destinati a ritemprare lo spirito e la salute fisica. Da Vacuna pare derivi, infatti, il termine vacare e da qui vacanze.

Il Monte Cosce e l’Eremo di Sant’Orsola

L’abitato di Vacone è arroccato sulle pendici del Monte Cosce (1.124 metri). Un monte di altezza modesta, ma dalla mole imponente tanto da essere visibile – nelle giornate limpide – anche dal centro di Roma, con le sue inconfondibili antenne giganti poste sulla sua sommità.

Il Monte Cosce è un’ottima meta di trekking con un dislivello modesto. Con un paio d’ore massimo si è cima, partendo dall’abitato di Vacone. Per chi è poco allenato e non attrezzato con un buon paio di scarpe da escursionismo, il consiglio è di fermarsi all’Eremo di Sant’Orsola. Questo si raggiunge seguendo la strada asfaltata che dal paese si inerpica verso la montagna, addentrandosi nel bosco. L’arrivo all’eremo segna la fine della strada e da qui si prosegue solo attraverso il sentiero CAI. Ti consigliamo di fare attenzione perché il sentiero che sale fin sul Monte Cosce non è segnato benissimo in tutti i tratti.

L’Eremo è un luogo ameno, ombreggiato e pieno di pace. Meta annuale della processione in occasione della festa di Pentecoste. Apri il cancello in legno che troverai accostato, e goditi la tranquillità.

La Festa d’Autunno a Vacone

La Festa d’Autunno, che si svolge a fine ottobre, è il momento ideale se volete organizzare una gita fuori porta, visitare Vacone e riscoprire gli antichi sapori della cucina Sabina. In questa occasione potrete assaggiare i piatti tipici di stagione: polenta, salsicce, castagne, vino novello, fregnacce alla sabinese, strozzapreti. Il tutto nella cornice del Pago, il magico bosco già cantato da Plinio, luogo caro agli abitanti di Vacone, che ad esso sono particolarmente legati.