Tra l’inizio di ottobre e la fine di gennaio si svolge la tradizionale raccolta delle olive in Sabina. Si tratta di un evento corale, che la coinvolge tutta, visto quanto il prodotto finale, l’olio extravergine di oliva, sia importante nella sua economia e nella sua cultura. E che quindi rappresenta una vera e propria festa, che vi può suggerire una pagina di calendario spesso poco considerata per una vacanza nella nostra terra.
L’olio extravergine d’oliva DOP, un’eccellenza della Sabina
L’olio extravergine d’oliva DOP è un prodotto genuino, tradizionale, realizzato da sempre in Sabina, fin da epoche remotissime. I Romani lo conoscevano bene, e lo consideravano tra i migliori del mondo. Oggi le tecniche sono affinate, le conoscenze scientifiche evidenziano le sue proprietà organolettiche e le caratteristiche che lo rendono un alleato della nostra salute.
Un rigido disciplinare emanato dal consorzio di tutela indica con precisione i comuni e i territori interessati dalla coltivazione delle tipologie di olive necessarie, i tempi di coltivazione e raccolta, i processi di trasformazione. Il tutto a garanzia di un olio unico, dal sapore fruttato e delicato, ma allo stesso tempo intenso. Con un colore che sembra oro, un gusto che sa di oliva appena spremuta.
Poggio Sommavilla, testimonianze di una tradizione antichissima
Collevecchio figura nell’elenco dei comuni interessati dalla raccolta delle olive, in ottima compagnia peraltro: sono poco più di trenta i comuni del reatino coinvolti, e quindici quelli della provincia di Roma.
Ma, se prima vi accennavamo al fatto che la Sabina possa vantare una lunghissima storia nell’ambito della olivicoltura, Collevecchio in particolare può ben vantare un legame strettissimo, come testimoniato da un ritrovamento archeologico di un valore immenso, realizzato nella sua frazione di Poggio Sommavilla. Gli scavi che vennero effettuati a partire dal 1896 restituirono una necropoli antichissima, e tra i vari reperti emerse uno straordinario manufatto, una piccola fiaschetta, importantissima anche a livello della storia della lingua, vista l’iscrizione in paleo-umbro che reca. Oggi, la Fiaschetta di Poggio Sommavilla è esposta al Museum o Fine Arts of Boston, e testimonia l’antico e ancestrale rapporto degli abitanti con il mondo dell’olio.
La festa della raccolta delle olive
La raccolta delle olive costituisce un momento di festa, il momento in cui vengono coronati gli sforzi e il duro lavoro negli oliveti e i preziosi frutti sono indirizzati ai frantoi. Un momento in cui le famiglie, pure i membri che si sono spostati in città, si riuniscono intorno agli olivi. E in cui agriturismi, aziende agricole e frantoi sabini aprono le loro porte con iniziative di coinvolgimento anche per i turisti, a cui vengono affidati degli attrezzi e viene mostrato come usarli, sono spiegati i passaggi all’interno delle varie presse e sono concessi gustosissimi assaggi.
Si impara qualcosa di nuovo, ci si rilassa all’ombra degli olivi, si mangia bene, si passeggia per le stradine lastricate dei borghi dei dintorni. Cosa volere di più?
Quando ci si affaccia dalle finestre de Le Residenze del Borgo di Cicignano si lancia lo sguardo su un’amena compagna fatta di campi coltivati e fazzoletti di terra adibiti a oliveti, dal comodo e alto punto di osservazione che è costituito dalla collina dove sorge. E, dopo esservi beati alla vista, potrete lanciarvi sulle specialità culinarie della zona, che, nessuna esclusa, mai fanno a meno della materia prima e del prodotto sabino più celebre.
