Dove c’è buona cucina, ci sono le sagre. Figurarsi allora in Sabina, dove il legame con la terra è ancora solido, e quindi quello che la terra ha di buono da offrire viene festeggiato. Quando, lo decide la terra stessa.
La Sagra della Patata di Leonessa, a ottobre
È quanto risulta ben evidente nella Sagra della Patata di Leonessa, che cade, nel calendario, nel periodo della raccolta, indicato dal disciplinare del marchio di Denominazione Comunale di cui il tubero leonessano si fregia, e fissato, quindi, per l’ottobre di ogni anno.
Il motto della manifestazione, “Fritta, lessa, rescallata. Un piattu co’ li fiocchi: lu tartufu co’ li gnocchi”, anticipa alcuni dei piatti che si possono gustare, dalle patatine fritte gioia di piccoli, adulti e anziani, agli gnocchi spolverati con tartufo locale, alla rescallata, quella divina spadellata di patate ripassate con Olio EVO Sabina DOP, cipolla, e strisce di pancetta.
A circa un’ora e trenta di viaggio da Cicignano, in un percorso che sembra seguire il confine tra Umbria e Lazio, il paradiso dei golosi: non dimentichiamo che le patate diventano anche l’ingrediente di base per le deliziose ciambelline.
Un evento davvero da non perdere, una pausa dal relax delle campagne e del borgo di Cicignano, per un appuntamento atteso in tutto il Centro Italia.
La Sagra della Bistecca a Collevecchio, nel mese di agosto
Ma non solo la terra e i suoi frutti sono i protagonisti delle sagre sabine. Nel capoluogo del nostro piccolo territorio, quel Collevecchio che sorge di fronte a Cicignano, è la bistecca ad essere al centro della Sagra omonima. Solo carni locali per questo appuntamento!
Qui, oltre alla materia prima, interviene la perizia dell’uomo nell’allevamento, le competenze tramandate di padre in figlio nel trattamento del bestiame prima e della carne dopo. E quindi svariati tagli di carne appetitosa, che si giovano della maestria delle massaie collevecchiane, vengono preparati e serviti sul momento per una prelibata, e proteica, cena nel borgo.
L’appuntamento è per la fine di agosto, quando l’aria comincia a rinfrescarsi, ma l’estate ancora regala cieli tersi e la gioia della convivialità.
Al Carnevalone Liberato di Poggio Mirteto ci si libera dei musi lunghi
Sebbene ogni festa che si rispetti, ovunque, ma in Sabina in particolare, non possa prescindere da una tavola imbandita, cambiamo per un attimo prospettiva, e ci lanciamo su una festa che, più che lo stomaco, rinfranca l’umore.
Il Carnevalone Liberato di Poggio Mirteto, ad appena trenta minuti di automobile dalle Residenze Del Borgo di Cicignano, affonda le sue radici nel lontano 1861, quando i poggiani si sollevarono contro le autorità pontificie per favorire l’annessione al Regno d’Italia.
E infatti il carattere anticlericale e dissacrante ancora caratterizza la manifestazione che si svolge ogni prima domenica di Quaresima. Le prese in giro colpiscono i politici, la Chiesa, la società, nessuno può dirsi risparmiato nel clima goliardico che caratterizza quello che è solo uno dei due carnevali che si svolgono a Poggio Mirteto: l’altro è il Carnevale Poggiano, che segue il calendario tradizionale e che, per non far mancare proprio nulla, si accompagna con la Sagra della Bruschetta. Pane bruscato e leggermente croccante, grondante l’olio della Sabina.
Una festa della fede: con la Festa della Madonna di Maggio a Sant’oreste si accende il Monte Soratte
Dopo avervi divertito, vi proponiamo una festa religiosa, per pensare anche allo spirito. Processioni, feste patronali e appuntamenti della fede davvero non mancano, ma nella nostra carrellata, che non può davvero essere completamente esaustiva, ce n’è uno in particolare che vogliamo proporvi.
Per la sua solennità e la scenografia che offre è davvero unico. Anche in questo caso, poco più di una mezz’ora di viaggio dalla nostra base, per andare stavolta a Sant’Oreste, in provincia di Roma, dove la Festa della Madonna di maggio, letteralmente, accende il Monte Soratte.
Non parliamo di una luce metaforica, della fede, e ideale, ma di fiaccole, realizzate con il fuoco dato a mille e oltre fascine di paglia, intorno a una croce in ferro, su un alto sperone montuoso. E’ dall’epoca napoleonica, che cominciò ad essere praticata la processione in onore della Madonna. Assistere alla montagna che si accende, mentre tutto intorno i fuochi d’artificio scoppiettano, nel buio della notte. Anche questo è Sabina.
