Autunno in Sabina, nel Lazio? C’è più di un motivo per dire di sì

Autunno in Sabina e nel Lazio

La Sabina è meta di Romani e non solo, in particolare in estate, quando i cittadini fuggono dalla pesante cappa di caldo, smog e umidità della metropoli per rilassarsi alle frizzanti temperature di cui le colline e i Monti Sabini sono investiti. Spesso, però, ci si limita a pensarla come una meta estiva. Oggi snoccioliamo più di qualche ragione per arrivare da ogni parte d’Italia (e non solo) e trascorrere dei giorni qui in autunno, una affascinante stagione che traghetta la natura verso il riposo invernale.

Il foliage, uno spettacolo naturale da godere nei boschi della Sabina

Il foliage, quello che in italiano può essere tradotto con il termine “fogliame”, evoca l’idilliaco scenario della natura cangiante, i cui colori virano dai verdi intensi primaverili dell’estate alle note del giallo ocra, dei rossi, dei marroni caldi e di tutto il ventaglio di sfumature intermedie possibili. 

Le foglie, ancora appese precariamente ai rami, cambiano aspetto, e filtrano i raggi del sole, e sembrano specchiarsi sul suolo, dove un tappeto morbido ma al contempo scricchiolante è formato dalle loro sorelle già cadute. Uno spettacolo fornito, gratuitamente e con la generosità di cui è capace, dalla Natura, e in cui l’uomo rimane spettatore attonito. 

Vi abbiamo parlato dei boschi, dei sentieri sabini sulle montagne che la puntellano. Immaginateli durante questa stagione mutevole e ammaliante, in cui il ciclo della vita trova una sua concreta controparte. Immaginatevi a praticare trekking, o una più semplice passeggiata, in una galleria d’arte naturale, in cui una sapiente mano si sia divertita a creare una coerente e vivace sequenza di colori.

Tanti buoni motivi per un weekend autunnale alle Residenze del Borgo, a pochi passi da Roma

Le Residenze del Borgo di Cicignano sono un punto di partenza perfetto per l’esplorazione nel foliage autunnale dei boschi sabini. Il Monte Soratte ne è scenario privilegiato, ma anche i Monti Sabini con le vette del Pizzuto e del Tancia, e la catena dei Monti Lucretili, poco distanti. Tra un’escursione e l’altra, che si può arricchire anche di itinerari e cammini come quello di San Francesco nella Valle Santa Reatina o di San Benedetto, ci si può ristorare con una rilassante mattinata alla scoperta di borghi scrigni di arte come il delizioso Cicignano quale prima scelta, il vicino Collevecchio, o la poco distante Casperia. 

Sede ideale per un picnic, laddove la giornata lo consentisse, come un saluto alla stagione delle scampagnate, è l’area attrezzata di fronte al Santuario di Santa Maria in Vescovio, nel comune di Torri in Sabina, abbinabile alla visita dell’antico e pregevole luogo di culto, risalente al IV secolo.

Autunno, gusto e divertimento in Sabina

Le meraviglie naturalistiche, per di più combinate con le esperienze culturali abbinabili, sono senz’altro importanti, ma vi ricordiamo un aspetto non secondario di un soggiorno in Sabina, nel Lazio. La sua enogastronomia. I suoi prodotti tipici, dalle lavorazioni artigianali viste le piccole dimensioni, in media, delle aziende agricole, ma legati a rigidi disciplinari di produzione che ne dettano tempi e qualità, sono noti ben aldilà dei suoi confini. 

Come non pensare all’Olio Sabina DOP, delicato oro liquido in grado di esaltare ogni piatto, che proprio in questo in questo periodo viene festeggiato in molti dei paesi interessati dalla raccolta delle olive. E questo ci porta dritti a un altro dei motivi per dire sì a un viaggio, in autunno, nella nostra Sabina – meglio se a Cicignano, ovviamente! – ovvero, le sagre. Quelle grandi feste in cui i borghi si animano per offrire tutto il loro meglio, in fatto di gusto, ma anche di cultura e divertimento. 

Canneto Sabino, Palombara Sabina, e molti altri bellissimi centri, specie in novembre, mettono al centro di coinvolgenti manifestazioni proprio il prezioso condimento, prodotto nella regione da millenni. E che diventa, tanto per citare un esempio, il liquido di cottura della patata leonessana rescallata. Provatela in ottobre, alla Sagra della Patata Leonessana, nella cittadina dell’Alto Lazio. Saprà soddisfare anche i palati più raffinati.

Ma siamo pur sempre in autunno, e i cospicui boschi sabini sanno offrire quei frutti che più tipicamente caratterizzano questo periodo, la castagna e i tartufi. Il pregiato Marrone Antrodocano IGP è una deliziosa, grande castagna dalla pellicina sottile e facilmente rimovibile, una croccante delizia gustosa anche da cruda, e che diventa irresistibile sotto forma di caldarrosta. Borgovelino e Antrodoco, tra novembre e dicembre, la celebrano in altre sagre da non perdere.

E, parlando dei tartufi, cosa c’è di più ricercato? Tra fine settembre e fine dicembre, il tartufo nero pregiato cresce spontaneo nel territorio della provincia di Rieti, non solo nei dintorni di Norcia, vocata da sempre alle varietà più apprezzate e rinomate.

Siete pronti per una divertente e appagante vacanza autunnale in Sabina? Non resta altro che contattarci!