Appassionati di montagna? Due itinerari imperdibili in Sabina

Escursioni in Sabina Trekking

Gli amanti della montagna, qui nella nostra Sabina, avranno di che divertirsi. E dopo un po’ di relax a Le Residenze del Borgo, si è certamente pronti per rimettersi in movimento.

La montagna è affascinante in inverno, quando, imbiancata di soffice neve, permette gli adrenalinici sport invernali. Ma è ammaliante anche nel resto dell’anno, il foliage autunnale, le fioriture primaverili, la fresca brezza estiva. Con gli occhi che arrivano fino alla linea dell’orizzonte, tanto più in là quanto meno c’è foschia.

In questo scenario idillico, è fin troppo facile immaginarsi in una escursione, in un percorso di trekking, che permetta di raggiungere le vette sabine. Oggi vi proponiamo due scenari per i trekkers e partiamo da uno da inquadrare nell’ambito dei Monti Sabini.

Un percorso ad anello tra il Monte Tancia e il Monte Pizzuto

Il Monte Tancia e il Monte Pizzuto sono i primi dei Monti Sabini in quanto ad altezza, misurando rispettivamente 1292 e 1288 metri. Questo piccolo massiccio, di circa 30 chilometri, parte integrante dell’Appennino laziale, sfumando a sud nei Monti Lucretili, guarda ad est la piana di Rieti e a ovest la Valle del Tevere. Vi stiamo già suggerendo alcuni degli scorci mozzafiato che osserverete.

La resistenza ai nazi-fascisti sul Monte Tancia

Il Monte Tancia è noto per essere stato teatro di un sanguinoso evento della nostra Resistenza. Nell’aprile 1944 due brigate di partigiani, presso la località Arcucciola, dopo un combattimento durato alcune ore, cedono all’accerchiamento dei nazi-fascisti, i quali non solo non permettono la sepoltura degli avversari per un mese, ma bombardano come ritorsione il Monte Tancia, circostanza nella quale perdono la vita numerosi civili.

L’escursione parte dal Tancia Hostel House, che sorge nella località Osteria del Tancia, quell’antico crocevia che sulla Via del Tancia forniva ristoro e riposo ai pellegrini, ai mercanti, a quanti si recavano dalla Sabina a Roma e viceversa.

Un percorso, il nostro, che sarà ad anello – quindi con partenza e arrivo nello stesso punto – di circa 17 chilometri, con un dislivello di oltre 700 metri, di cui spettatori immobili sono le querce, i carpini neri, i faggi.

Il punto più panoramico corrisponde al raggiungimento della Madonnina sul Monte Pizzuto. Nei giorni di cielo limpido si può arrivare a scorgere anche il mare, ma sicuramente si vedono benissimo il gruppo del Gran Sasso e il Terminillo.

Il Monte Terminillo, la montagna dei Romani, ma non solo

È il Terminillo la montagna sabina più nota. Interamente nella provincia reatina, è noto come la Montagna dei romani. La sua vicinanza alla Capitale, d’altronde, l’ha reso la scena delle vacanze invernali di tante famiglie che vengono da lì.

È questa la seconda opzione che vi proponiamo, e il Terminillo, cantato anche da Virgilio, con i suoi 2177 metri di altezza nell’ambito dei Monti Reatini, è meta di trekkers ed escursionisti che si riposano nei molti rifugi alpini qui costruiti a partire dal Novecento.

Vi suggeriamo di giungere in auto al Rifugio Angelo Sebastiani, da cui si dipartono sentieri di grande suggestione, che giungono fino alla cima. Zona ideale anche per amanti di alpinismo e scialpinismo nei mesi invernali. È questo il luogo ideale per conciliare il proprio animo con la natura, riempiendo gli occhi di paesaggi di rara bellezza.

Attenzione all’abbigliamento

Non si può affrontare questo tipo di escursione in t-shirt e scarpe da ginnastica. Serve una giacca anti vento anche in estate, perché le folate, alle altitudini che vi abbiamo raccontato, sono frequenti e particolarmente pungenti, scarpe da trekking e, possibilmente, anche un’adeguata e preventivamente acquisita resistenza fisica. Si sale anche piuttosto repentinamente, quindi i pelandroni siano avvisati!